Libreria Internazionale Melting Pot
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08/02/2010 Finalmente riesco ad aggiornare la home con le mie
ultime letture, come al solito si sono accumulati un sacco di libri.
Anche questa volta cominciamo dal numero uno assoluto di questo
girone, che ho finito di leggere ieri e non vedo l'ora di raccomandare a
tutti. E'
"Giovanni's Room" |
dell'autore nordamericano James Baldwin. Raramente capita di leggere
qualcosa di scritto così bene, che fa venire voglia di leggere più
lentamente per non perdere nemmeno una sfumatura e di cercare sul
vocabolario tutte le parole che non si conoscono. Ma questo romanzo, che
è un romanzo breve uscito più di cinquant'anni fa, non si legge solo
"perché è scritto magistralmente", cosa che già di per sé
giustificherebbe la lettura, la sua maggiore qualità è l'umanità
dell'autore e la sua abilità ad interpretare e descrivere i sentimenti
umani. La trama è semplice, nella Parigi degli anni '50 nasce l'amore
tra il narratore, che è un espatriato americano, e Giovanni, un giovane
italiano. Quando la fidanzata del narratore, che era in viaggio per un
periodo, ritorna, lui non esita ad abbandonare Giovanni. Per non
rovinare la lettura a chi deve ancora leggerlo, non dico gli altri
dettagli della trama. Ho trovato notevolissime e puntuali le descrizioni
di Parigi e degli ambienti gay di quell'epoca, così come i dialoghi su
come gli europei vedono gli americani e viceversa, non ho mai visto un
americano che capisse così tutto perfettamente anche dal nostro punto di
vista. Ma il pregio principale di questo libro è come fa sentire al
lettore i sentimenti provati da tutti i protagonisti. E' una lettura
davvero emozionante, per questo la raccomando a tutti.
Un altro libro che consiglio, anche questo letto con il gruppo di
lettura inglese, è
"The Reluctant Fudamentalist" | di Mohsin Hamid.
E' la storia di un giovane pakistano che, dopo aver studiato in una
prestigiosa università americana, viene assunto da una società di
consulenza di New York dove si occupano fondamentalmente di tagliare
teste, fare studi di fattibilità, etc. insomma il sogno americano in
versione contemporanea. Dopo un iniziale entusiasmo sorgono i primi
problemi di coscienza, nel frattempo c'è l'11 settembre... E' un libro
sullo scontro di civiltà, ad alcune persone del gruppo di lettura ha
dato fastidio. Io l'ho trovato molto onesto e politicamente
scorrettissimo.
A chi è interessato ad Hong Kong e alla Cina consiglio altri tre
libri letti in questo periodo:
"Il porto degli aromi" | dell'inglese John Lanchester, titolo originale "Fragrant
Harbour", attraverso le vicende di una spregiudicata giornalista inglese
degli anni '90, di un avventuriero che negli anni '30 si imbarca per
Hong Kong dove costruisce la sua fortuna e di un uomo d'affari locale di
oggi, ci racconta la storia dell'isola dell'ultimo secolo. E' un romanzo
di trama, basato più sugli avvenimenti e sullo sfondo storico che
sull'approfondimento psicologico. Mai noioso, intrattiene ed insegna.
Detto così sembra che un po' lo disprezzi, invece no, mi sono molto
divertita a leggerlo e lo consiglio a chi è interessato alla storia e
allo spirito di Hong Kong o più in generale a chi ama i libri con un po'
di avventura.
Altra lettura su Hong Kong è stato il romanzo di Paul Theroux
"Ultimi giorni a Hong Kong" | , titolo originale "Kowloon Tong".
Racconta i giorni prima della cessione di Hong Kong alla Cina da parte
dell'Inghilterra dal punto di vista di un inglese nato lì, che vive da
solo con la madre, ha ereditato l'attività industriale paterna e passa
le sue giornate nelle case di appuntamento. Ritrae bene il mondo molto
piccolo - almeno così sembra che fosse - in cui vivevano gli inglesi di
Hong Kong.
L'ultimo libro sulla Cina che segnalo questa volta mi è stato
regalato (è molto piacevole per un libraio ricevere libri in regalo!).
E' "Pechino è in coma" dell'esule cinese Ma Jian, titolo originale "Beijing
Coma". Racconta la storia cinese durante e dopo la Rivoluzione
Culturale, i movimenti studenteschi che hanno preceduto il massacro di
piazza Tienanmen, il passaggio ad un'economia di mercato. Non segue una
trama lineare, sono i ricordi del protagonista che è in coma dopo essere
stato ferito in piazza Tienanmen. Molte parti in cui descrive le torture
a cui erano sottoposti i dissidenti sono davvero inquietanti,
fortunatamente il narratore ogni tanto racconta anche qualche vicenda
divertente. E' un libro che è stato severamente vietato in Cina.
Segnalo - e raccomando vivamente - solo alle persone interessate alla
sociologia della letteratura o alla teoria letteraria il saggio di David
Viñas Piquer "El enigma best-seller", uno studio molto minuzioso in cui
si cerca di capire che cosa hanno in comune i libri campioni di vendita.
L'autore si basa su un campione di una ventina di romanzi e ne esamina
punto per punto i comuni tratti distintivi. E' molto utile per capire
cosa piace al "grande pubblico" e perché. Ci sono anche molti
pettegolezzi letterari che allieteranno chi segue la narrativa spagnola
di oggi, come per esempio i duelli tra Pérez-Reverte e i suoi
detrattori. E' stata una lettura appassionante.
Con il gruppo di lettura di spagnolo abbiamo letto "Abril
Rojo" di Santiago Roncagliolo, un romanzo con omicidi ambientato nelle
Ande peruviane, nella zona di Sendero Luminoso. Da leggere per conoscere
un po' il paese, a tratti fa anche ridere, ha una trama che prende
abbastanza. Io temevo che non mi piacesse, invece poi l'ho letto
volentieri. Lo consiglio a chiunque sia interessato al Perù o a chi in
generale ama la violenza.
Altro libro del gruppo di lettura, questa volta di inglese, | "The Behaviour of Moths" |
della scrittrice inglese Poppy Adams. Una casa diroccata, una famiglia
che cela segreti, il rapporto tra due sorelle... Nonostante l'argomento
non mi interessasse quasi per niente e la qualità della scrittura non
sia particolarmente notevole, l'ho terminato e l'ho trovato interessante
dal punto di vista letterario, è un romanzo che mette in discussione il
ruolo - e soprattutto l'affidabilità - del narratore. Quindi lo
consiglio a chi è interessato agli aspetti metaletterari del romanzo
(non a tutti gli altri, e badate bene, non è per niente un libro
intellettuale, anzi...)
Il romanzo storico è un genere che non pratico spesso; dato che
l'ultima volta che sono stata a Madrid mi sono emozionata molto
guardando i quadri di Goya, sono stata attratta dal romanzo
"Les fantômes de Goya" |
di Jean-Claude Carrière e Milos Forman, da cui è stato tratto un film
che non ho visto. Racconta la storia di Lorenzo Casamares, arrivista,
prima inquisitore spagnolo e poi collaboratore di Napoleone. Goya
c'entra perché è amico dell'inquisitore e di altri personaggi. Ampie
parti del libro sono dedicate alla spiegazione della storia della Spagna
e della Francia tra '700 e '800, un po' in stile libro di scuola.
Onestamente, la parte "libro di scuola" se a uno interessa l'argomento
(come a me) è anche piacevole, la parte "trama" è veramente così così,
l'approfondimento psicologico è quasi inesistente. Insomma, se uno
scrive un romanzo si deve impegnare a scrivere un romanzo, non può
scrivere un saggio o una biografia o un bigino, altrimenti lo chiami
saggio o biografia! Allora preferisco la soluzione trovata da Javier
Moro per il suo
"Pasión India" |
(vedi anche mio commento sotto datato 11/08/09), che non ha la pretesa
di scrivere un romanzo ma una biografia romanzata. Comunque, riguardo a
"Les fantômes de Goya", non è che lo stronchi completamente, in
fondo l'ho finito e alcuni pezzi li ho trovati molto interessanti, cioè
va benissimo come lettura sostitutiva di un saggio di divulgazione sulla
storia della Spagna prima e durante l'occupazione napoleonica.
Ultimo libro per questa volta: "Ad occhi chiusi" di Gianrico
Carofiglio. Non l'ho lasciato per ultimo perché non mi sia piaciuto, ma
perché non c'entra con il tema della libreria e per questa ragione non
ce l'abbiamo neanche. L'ho sentito in audiolibro letto dall'autore. E'
un thriller giudiziario ambientato a Bari. Ha un effetto piacevolmente
tranquillizzante. Non mi stupisce che l'autore sia in vetta a tutte le
classifiche, è intelligente e nostrano.
24/11/2009 Dopo due mesi che non aggiorno la home con le mie ultime letture si sono accumulati davvero tanti libri...
La lista è lunga, spero di non averne dimenticato nessuno.
Il numero uno è "Celui
qui sait" (originale: "Tot kto znaet") della scrittrice russa
Alexandra
Marinina | , mia passione assoluta degli ultimi tre o quattro anni. Purtroppo
non ce la faccio a leggerla in lingua originale - anche se un giorno
spero di farcela :-) - e quindi devo leggerla in traduzione. Le
traduzioni in assoluto migliori sono quelle in francese a cura di Galia
Ackerman e Pierre Lorrain, che, da quanto ho potuto capire
confrontandole con i testi originali, arrivano addirittura a
migliorarli. Alexandra Marinina è un'autrice di romanzi polizieschi
ambientati nella Mosca degli anni '90. Purtroppo viene presentata dal
suo editore italiano - che se non sbaglio ha recentemente messo tutti i
suoi libri fuori catalogo - come "regina del thriller", e quindi il
messaggio che passa ai lettori è che sia una versione russa di certi
autori americani che scrivono storie semplici e piene di violenza o
comunque come letteratura di serie C. Non è affatto vero! Nei romanzi di
Alexandra Marinina non è tanto importante l'aspetto "logistico-criminale"
ma quello psicologico. A partire da un caso poliziesco che serve più che
altro da stimolo, ci racconta vita, passato, e soprattutto sentimenti di tutti i suoi personaggi. Leggendola ho
imparato molto sulla natura umana. E' la vera erede dei grandi narratori
russi dell' '800. Avrò letto una quindicina di suoi romanzi, e mi
emoziono ancora. "Celui qui sait", l'ultimo che ho letto, non è un
poliziesco ma la saga degli abitanti di una kommunalka (appartamento
comunitario, tipo di abitazione diffuso in Unione Sovietica in cui varie
famiglie condividono cucina e bagno, avendo ognuna diritto a una camera
da letto dove vivono tutti i membri della famiglia) moscovita dagli anni '60 agli anni 2000. Ripercorre 40 anni di
storia, spaziando tra vita a Mosca e vita in Siberia, con decine e
decine di personaggi paralleli. Inutile dire che non riuscivo a
mollarlo. Un consiglio: se avete la possibilità, a meno che non leggiate
in russo, leggetela in traduzione francese perché sono in assoluto le
migliori. L'editore Seuil sta facendo un ottimo lavoro traducendo e
presentando l'autrice nel modo corretto.
Un altro bel libro, anche se
completamente diverso, è
"The Buddha of Suburbia" |
di Hanif Kureishi, scrittore inglese di origine pakistana. Racconta le
avventure un po' estreme di un giovane di origine indiana nella Londra
degli anni '70. Romanzo in parte autobiografico, è sia una riflessione
sull'incontro tra Est e Ovest che un tributo agli anni della
"contestazione" e alla città di Londra in generale. E' pieno di
oscenità, quindi leggetelo solo se sapete che non vi daranno fastidio.
Lo consiglio a tutti quelli che come me amano gli antieroi. L'ho trovato
un libro molto onesto, senza retoriche o preguidizi. Dello stesso autore
segnalo anche il film "My Son the Fanatic" di cui è sceneggiatore (la
storia di un pakistano immigrato a Londra, onesto lavoratore e musulmano
molto all'acqua di rose, il cui figlio diventa un fanatico religioso
integralista) e il suo ultimo libro
"Something to Tell You" |
, molto incentrato sulla psicanalisi, anche questo pieno di oscenità.
Entrambi i libri sono stati letti con il nostro gruppo di lettura.
Altro libro del gruppo di lettura, che si discuterà stasera, e che
invece non mi è piaciuto per niente è "Amsterdam" dello scrittore
britannico Ian McEwan. Indubbiamente l'autore è molto abile a scrivere,
ma fatico a provare simpatia per questo suo libro. Forse non l'ho
capito. Bah.
Già che siamo in tema di libri che non mi sono piaciuti
ma che ho dovuto leggere per i gruppi di lettura (altrimenti li avrei
mollati dopo poco) parliamo anche di
"Delirio" |
della colombiana Laura Restrepo. Questo mi ha veramente irritato. Ha
vinto il premio Alfaguara qualche anno fa, contiene elementi di realismo
magico, di novela sicarista (=romanzo sudamericano pieno di delinquenti
del narcotraffico che si ammazzano) e fa l'occhiolino a Saramago per
l'assenza di virgolette nei dialoghi e lo strano uso della
punteggiatura, tanto per complicare un po' le cose. Se dovessi
riassumere la trama avrei forti problemi. Non voglio essere troppo
cattiva ma non posso sopportare l'uso di artifici letterari fine a se
stesso, o per nascondere l'assenza di una trama, di personaggi un po'
approfonditi o di un messaggio chiaro. Anche qui forse non ho capito il
libro, ma mi sento comunque di sconsigliarlo a tutti quelli che, come
me, senza grosse pretese, amano leggere delle storie.
Basta parlare
male di libri... Consiglio a tutti un libro molto divertente intitolato
"Muerte de un murciano en La Habana" |
dell'esiliata cubana Teresa Dovalpage. Il murciano che muore è un
dirigente spagnolo trasferito per ragioni di lavoro a Cuba e che si
innamora di Maricari, fanciulla che, nonostante le pressioni della
madre, non fa la "jinetera" come le vicine di casa. In questa storia
entra poi un trans che per campare fa la maga... Insomma, anche se
racconta situazioni tragiche, di gente che fa cose assurde per non
morire letteralmente di fame, il libro fa davvero ridere. Lo raccomando.
Un altro libro che mi è piaciuto è
"El amante bilingüe" |
di Juan Marsé. L'ho letto con il gruppo di lettura. Il protagonista,
catalano, viene lasciato dalla moglie, borghese catalana e
sociolinguista, nella vita privata appassionata di "charnegos" -
immigrati andalusi poveri, ignoranti e servizievoli... e per
riconquistare la moglie decide di trasformarsi anche lui in un vero "charnego".
Il tutto sullo sfondo della Barcellona della transizione e nella "normalizació"
linguistica catalana... Da leggere assolutamente se conoscete Barcellona
e la Catalogna e il dibattito linguistico catalano vs. castigliano.
L'ultimo libro letto con il gruppo di lettura in spagnolo, per cui ci
dobbiamo ancora riunire, è
"El coronel no tiene quien le escriba" |
di Gabriel García Márquez. Un classico. Protagonista, l'immobilismo
testardo di un vecchio colonnello che aspetta da quarant'anni che gli
concedano la pensione di guerra. Un immobilismo e una testardaggine che
caratterizzano non solo la mentalità tradizionale colombiana ma anche
quella di tanti anziani italiani...
Un bel romanzo che non c'entra niente con la libreria, ma che ho
ritrovato in casa e riletto è "Villa Liberty" di Renato Olivieri, giallo
ambientato nella Milano degli anni '80. Se si è milanesi è davvero un
piacere ritrovare luoghi e atmosfere note. Avevo letto i libri di
Olivieri da ragazzina, più o meno quando sono stati scritti o poco dopo,
e mi sembravano normali, mentre invece adesso mi sembra una Milano così
vecchia...! Com'è cambiata Milano. Secondo me in meglio. Comunque Renato
Olivieri mi piace ma non mi emoziona come invece fa Giorgio Scerbanenco,
altro autore di gialli ambientati nella Milano di un po' di anni fa.
Finirò con il libro che sto leggendo adesso che è
"A praia da saudade" |
del portoghese Francisco Salgueiro. E' la storia dell'amore contrastato
tra la figlia del vicedirettore della Pide (polizia segreta portoghese
sotto la dittatura di Salazar) e un giovane di larghe vedute, nella
Lisbona degli anni '60. A vedere la copertina e in generale la
presentazione del libro sembra un po' melenso, invece c'è un'ottima
descrizione della vita e della mentalità vigente in Portogallo a
quell'epoca. Sono davvero sorpresa piacevolmente, e non vedo l'ora di
finirlo. Lo segnalo alle persone interessate alla storia recente del
Portogallo e a chi inizia a leggere in portoghese, in quanto il
linguaggio è molto facile e scorrevole.
24/09/2009 Finalmente riesco a scrivere qualcosa sulle mie ultime letture. Cominciamo dal più bel romanzo di questo gruppo,
"Mundo perdido" | di Patrícia Melo, forse la migliore scrittrice brasiliana di questi anni - almeno secondo me. Il killer Máiquel, protagonista del precedente romanzo
"O matador" | , scritto negli anni '90, ritorna. "O matador" era la storia della sua ascesa criminale, tutta raccontata dal punto di vista del protagonista. In "Mundo perdido" Máiquel - un nome che è tutto un programma - ormai pienamente adulto, è ancora ricercato dalla polizia e si lancia in una ricerca per tutto l'interno del Brasile della figlia rapita dalla sua ex, che insieme al suo nuovo uomo gestisce una fiorente chiesa protestante in grande espansione. Il romanzo è interessante per varie ragioni: innanzitutto il protagonista viaggia nel Brasile "di frontiera", nelle capitali degli stati del Centro-Oeste e del Nord. Poi, attraverso le riflessioni del protagonista, si vedono tutti i cambiamenti nella mentalità e nello stile di vita avvenuti in Brasile negli ultimi dieci/quindici anni. E poi lo stile in cui è scritto è - come nel caso di "O matador", o forse meglio - grandioso. Scorre come una canzone o una poesia, anche se è decisamente prosa, e fa immedesimare completamente nel protagonista criminale. Se si conosce il Brasile è un libro da non perdere.
Altra lettura brasiliana è stato
"Achados e perdidos" | di Alfredo Garcia-Roza, un giallo ambientato a Rio de Janeiro. Piacevole, ma meno bello del precedente "O silêncio da chuva" dello stesso autore.
Un libro in italiano preso in prestito dal nostro reparto viaggi che mi è piaciuto molto è
"Un'idea dell'India" | di Alberto Moravia. E' una raccolta di articoli scritti durante il viaggio in India che Moravia fece con Pasolini e Elsa Morante nel '61, e poi pubblicati sul Corriere della Sera. Ho sempre avuto una predilezione per Moravia, fin dalla prima adolescenza. Avevo cominciato con i "Racconti Romani", per poi appassionarmi soprattutto a "La Noia" e "Gli indifferenti". Ho avuto la fortuna di leggerli prima di doverlo fare per la scuola, altrimenti forse l'avrei odiato. Tornando a "Un'idea dell'India": gli articoli sono molto concisi e descrivono aspetti della cultura e della società indiana dell'epoca. La capacità di sintesi dell'autore è davvero rara, non c'è una parola sprecata, e l'analisi è distaccata ed oggettiva. Non c'è nulla dell'esotismo tipico della maggior parte di libri che parlano di India e tendenzialmente vengono sottolineate più le similitudini che le differenze tra indiani ed europei.
L'ultimo libro di cui parlerò questa volta è
"Arráncame la vida" | della scrittrice messicana Angeles Mastretta. L'ho letto per il nostro gruppo di lettura in spagnolo. Purtroppo non mi è piaciuto, anzi, ho saltato un po' di pagine per abbreviare la lettura. Non lo sconsiglio a tutti perché ad altri è piaciuto. Potrei segnalarlo alle persone interessate ai giochi di potere nel rapporto coniugale e in generale al potere occulto delle donne.
15/09/2009 E' appena uscito il nuovo libro di Dan Brown
"The Lost Symbol" | .
08/09/2009 E' appena uscito l'attesissimo nuovo romanzo di Isabel Allende
"La isla bajo el mar" | .
11/08/2009 Prima di partire per le vacanze, ecco il resoconto sulle mie letture dell'ultimo mese. Ho letto tre libri tutti belli, speriamo di andare avanti così nei prossimi tempi. Ho finito oggi
"Pasión India" | di Javier Moro, biografia-romanzo su Anita Delgado, la ballerina andalusa che negli anni '10 sposo il maharajá di Kapurthala e si trasferì in India, dove dovette affrontare una mentalità e una vita molto diversa da quella che conosceva. La copertina del libro e il titolo lo fanno sembrare un romanzo Harmony ma invece è un'ottima ricostruzione dell'epoca e degli ambienti. C'è una certa inclinazione all'esotismo che però non è mai arrivata ad infastidirmi. E' un libro che ha avuto tantissimo successo in Spagna e qui poco. Mi sento di consigliarlo.
Un'altra ricostruzione storica è
"1808" | del giornalista brasiliano Laurentino Gomes, che in modo molto coinvolgente, chiaro, mai noioso, racconta la fuga di D. João VI da Lisbona, dove stavano per arrivare le truppe napoleoniche, a Rio de Janeiro, allora città principale della colonia. D. João VI trasferì la sua sede e tutta la corte in Brasile, cambiando le sorti della città e della colonia, che a breve sarebbe diventata indipendente. Il libro racconta fatti storici ma anche pettegolezzi sui Bragança (dinastia di D. João) e, soprattutto, ricrea la vita quotidiana della Rio di quegli anni. Questo libro è stato criticato in Portogallo in quanto sarebbe "antilusitano" e andrebbe solo a rafforzare il pregiudizio molto radicato in Brasile contro i portoghesi. Il sottotitolo del libro è infatti "Come una regina pazza, un re pauroso e una corte corrotta ingannarono Napoleone e cambiarono la storia del Portogallo e del Brasile". Secondo me queste critiche da parte di alcuni portoghesi non hanno un grosso fondamento e si basano solo sul sottotitolo: in realtà il libro sottolinea anche le cose belle e lo sviluppo portato da D. João VI e in generale dai portoghesi in Brasile, quindi il libro non è antilusitano, anzi, ricorda a tutti i brasiliani l'importanza del Portogallo nella formazione del paese anche nei suoi aspetti positivi, cosa in controtendenza rispetto alla cultura media per molti versi antilusitana diffusa tradizionalmente in Brasile. Beh, leggete 1808 se siete anche minimamente interessati al Brasile o alla storia in generale, ne vale la pena.
Ho letto anche "A veinte años, Luz" della scrittrice argentina Elsa Osorio. E' un romanzo estremamente avvincente sul tema dei figli dei desaparecidos che venivano rubati dai gerarchi durante la dittatura. Ci sono avventura, suspence, riflessioni sull'essere figli / genitori. E' un libro che prende tantissimo, mi è stato consigliato e lo consiglio a mia volta.
15/07/2009 Per tutti i fan di Sophie Kinsella: è appena uscito il suo ultimo libro,
"Twenties girl" | .
15/07/2009 Rapido report su alcuni libri che ho letto recentemente. Quello che mi è piaciuto di più è senz'altro l'ultimo libro di Aravind Adiga
"Between the Assassinations" | . Ambientato in una piccola città immaginaria dell'India del Sud degli anni '80, racconta le storie di personaggi di ogni classe sociale e casta. E' un libro più complesso del suo precedente
"The White Tiger" | (mio libro in inglese preferito del 2008); "Between the Assassinations" è più avvolgente e di atmosfera. Il messaggio politico non è così forte come in "The White Tiger" (anche se ci sono tanti spunti di riflessione), ma ogni personaggio è vivissimo e contribuisce a costruire un affresco dell'India di un po' di anni fa. Dopo averlo letto mi sembra di esserci stata a lungo e di aver condiviso personalmente le esperienze dell'autore. Difficilmente ho sentito così "vicino" un paese in cui non ho mai messo piede.
Un capolavoro assoluto della letteratura universale è
"Beloved" | della scrittrice nordamericana Toni Morrison. Una lettura non molto leggera - era da leggere per il nostro gruppo di lettura, non so se l'avrei letto da sola - che parla dritto al cuore e che ci fa entrare nel dramma della schiavitù.
"Guerrillas" | di V.S. Naipaul, altro libro letto con il gruppo di lettura, mi ha un po' delusa. Grandiose, vivissime descrizioni dei Caraibi inglesi post-indipendenza. Per il resto, secondo me, parecchio disprezzo per le donne - ma questa è un'opinione molto personale, altre persone del gruppo non erano d'accordo con me e l'hanno trovato semplicemente "noioso".
Così così
"Mandrake – A Bíblia e a Bengala" | del brasiliano Rubem Fonseca. E' un giallo ambientato a Rio de Janeiro, diviso in due romanzi brevi, tutti e due aventi come protagonista l'avvocato Mandrake, donnaiolo e amante della bella vita. Due difetti per i miei gusti: troppi cliché - non dico di più perché altrimenti svelerei dettagli della trama - e una serie di citazioni colte che personalmente non fanno che innervosirmi, soprattutto in un libro giallo. Se l'autore si fosse più impegnato a inventarsi una trama avvincente sarebbe stato meglio. Inoltre da un giallo ambientato a Rio de Janeiro mi aspettavo più ambiente, più personaggi tipici. A questo proposito consiglio assolutamente l'autore carioca
Alfredo Garcia-Roza | e i suoi gialli con il delegado Espinosa, scritti bene, in modo accessibile e allo scopo di intrattenere il lettore in modo genuino, con ottime descrizioni di Rio e personaggi tipici che ricreano la vita locale.
Interessante - ma non esaltante almeno per me -
"Bom dia, camaradas" | dell'angolano Ondjaki. Ricrea la vita dei ragazzini di Luanda venti o venticinque anni fa, sotto il regime comunista. Indicato per le persone a cui piacciono le storie di bambini. Per chi è interessato alla presa in giro del regime allora è molto meglio il suo connazionale
Pepetela | specialmente i libri
"O Cão e os Caluandas" | , brevi racconti ambientati a Luanda nella seconda metà degli anni '70 (subito dopo l'indipendenza) ma soprattutto il grandioso
"Predadores" | , scritto recentemente, che traccia 30 anni di storia del paese attraverso il personaggio di Vladimiro Caposso, self-made man trasformista che costruisce la sua fortuna prima in modo "comunista" e poi sia adatta perfettamente ai cambiamenti storici. "Predadores" sì che è un libro da leggere assolutamente.
30/06/2009 Sapevate che spediamo con corriere TNT 24/48 ore in tutta Italia? La tariffa di spedizione va dai 5,90 euro in su, a seconda dell'importo del vostro ordine (è gratis per ordini da 100 euro in su - prezzo unico per tutti gli ordini da Calabria, Sicilia e Sardegna euro 10,90). Modalità di pagamento accettate: carta di credito, bonifico o vaglia. Consultateci per maggiori informazioni.
19/05/2009 Qualche aggiornamento sulle mie ultime letture: innanzitutto il libro dell'incontro di maggio del nostro reading group,
"A Partisan's Daughter" | di Louis de Bernières. A Londra un venditore di presidi medici, infelicemente sposato, conosce una ragazza che gli racconta storie del suo passato sempre più avventurose. Oltre ad essere figlia di un partigiano yugoslavo, è arrivata in Inghilterra nascosta in uno yacht da diporto, si è data ad attività censurabili, etc. etc. Ma sarà tutto vero quello che racconta? Nel complesso una lettura amena e spesso spiritosa. Bella l'alternanza dei due personaggi come narratori.
Piacevole anche
"Verso Ushuaia" | di Lois Pryce, giornalista della BBC che molla la vita di ufficio e fa un viaggio in moto dall'Alaska alla Patagonia. Finalmente un libro di viaggio di avventura scritto da una donna! Il libro è incentrato sull'atto del viaggiare e sugli incontri che fa l'autrice, e non ha il taglio culturale-antropologico tipico della narrativa di viaggio scritta da donne (non cito il taglio "romantico" che è ancora un'altra variante...). Mi ha fatto molto ridere con il suo senso dell'umorismo molto londinese un po' in stile Bridget Jones o Sophie Kinsella.
Un altro libro che ho letto è il romanzo
"The Pirate's Daughter" | della scrittrice giamaicana Margaret Cezair-Thompson. Percorre la storia della Giamaica dell'ultimo secolo attraverso le vite di Ida, l'amante adolescente di Errol Flynn - che si era rifugiato in Giamaica comprando un'isola privata - e della di loro figlia illegittima May. Un bel po' di storie d'amore, romantiche ma con lo sfondo un po' torbido tipico delle situazioni coloniali. Purtroppo il libro non rimane torbido fino alla fine, cosa che mi ha un po' delusa - ma che del resto mi aspettavo... Nel complesso consigliabile se siete in vena di libri telenovelas!
"Il giocatore" | di Dostojevskij: da leggere per approfondire il fenomeno delle dipendenze e per apprezzare le svariate definizioni del popolo russo fatte dall'autore (in contrasto con i francesi, i tedeschi, gli "europei", etc.). Purtroppo per il momento non posso dire che mi abbia lasciato tantissimo - quando un autore è considerato un classico le aspettative sono sempre alte - però l'ho finito molto di recente e quindi sospendo il giudizio.
Durante una breve assenza per malattia ho riletto due romanzi di Agatha Christie, grande passione della mia adolescenza:
"Three Act Tragedy" | e
"Death in the Clouds" | , entrambi con Poirot. Ammetto che negli ultimi anni ho un po' ridimensionato il mio fanatismo giovanile per questa autrice, soprattutto quando si sono lette decine e decine di suoi romanzi alla fine i personaggi sono un po' tutti uguali e l'approfondimento psicologico è parecchio superficiale. Però è bello ogni tanto rileggerla perché è un po' un tuffo nell'infanzia! E ancora oggi consiglio regolarmente Agatha Christie a chi cerca una lettura in un inglese classico e abbastanza facile oppure ai ragazzi sui 12/14 anni: non sono romanzi violenti come tanti genitori credono e, se non sono imposti, penso che siano molto utili per creare e coltivare la passione per la lettura.
18/05/2009 Sono recentemente arrivate due attesissime novità: il libro di racconti di Kazuo Ishiguro
"Nocturnes" | e
"Que serais-je sans toi" | , nuovo romanzo del celebre scrittore francese Guillaume Musso.
11/04/2009 Due importanti novità sono arrivate ieri dalla Spagna. Una è il romanzo di intrighi e passioni
"La luna roja" | dello spagnolo Luis Leante, che ha conquistato tanti lettori negli ultimi due anni con la storia d'amore di
"Mira si yo te querré" | , premio Alfaguara de Novela 2007. L'altro è un libro comico,
"Sakamura, Corrales y los muertos rientes" | di Pablo Tusset, ambientato in Catalogna, nella vena demenziale dei precedenti "Todo lo que puede pasar a un cruasán" e
"En el nombre del cerdo" | .
11/04/2009 Ho appena finito
"Hasta que me orinen los perros" | dello scrittore peruviano Fernando Ampuero. Una sola parola: geniale! Alberto, il protagonista del libro, è un tassista di Lima a cui viene rubato il taxi. Si trova a dover far fronte a difficoltà economiche, e allora si associa ad altri tassisti che derubano gli ubriachi che si addormentano in taxi dopo aver fatto le ore piccole nei locali dei quartieri bene. Intanto sua moglie Rosa, di cui qui non dirò la professione per non svelare un dettaglio divertente del romanzo, vede che i soldi in casa aumentano in modo eccessivo e comincia ad avere dei sospetti... Il libro è scritto benissimo, mai noioso, pieno di humour, in poche linee l'autore riesce a creare un personaggio o un'atmosfera e a fare immergere il lettore nella Lima di oggi. E' sicuramente un autore da tenere presente e ringrazio Lucia, la ragazza peruviana che me l'ha consigliato.
08/04/2009 E' appena arrivato l'attesissimo nuovo romanzo di Luis Sepúlveda,
"La sombra de lo que fuimos" | . Il libro parla della storia recente del Cile, dai tempi del partito comunista, alla dittatura di Pinochet, alla democrazia.
06/04/2009 Ho da poco finito il romanzo
"Justos por pecadores" | dello scrittore colombiano Fernando Quiroz. E' la storia di un ragazzo che lascia l'Opus Dei, che, dopo avergli fatto il lavaggio del cervello da quando aveva 15 anni, lo droga e lo tiene isolato quando teme che possa fare imbarazzanti rivelazioni. Lui comunque se ne va e deve affrontare le conseguenze. Da un libro di denuncia come questo forse mi aspettavo più dettagli, ma nel complesso, sempre se è tutto vero quello che racconta, riesce bene a descrivere la mentalità dell'Opus Dei e le loro tecniche per fare proseliti tra i ragazzini. Per il resto, belle le descrizioni di Cartagena de Indias, città natale del protagonista. E' un libro che prende, facile da leggere e non ho fatto fatica a finirlo.
04/04/2009 I libri che trovate nella nostra sezione
"cerca un libro" | sono tutti immediatamente disponibili in libreria. Non sono libri che devono essere ordinati ai fornitori, cosa che succede con le librerie online, senza negozio fisico. Quando un libro non è più da noi, lo cancelliamo dal catalogo. Ma per sicurezza, non dimenticate di consultarci per confermare la disponibilità!
04/04/2009 Da
Luoghi&Libri | , la parte della nostra libreria dedicata a chi viaggia, trovate tutte le pubblicazioni che vi servono per il vostro prossimo viaggio: guide turistiche in italiano e in lingua straniera, carte stradali e narrativa di viaggio.
04/04/2009 L'ultimo libro che ho letto è
"Los crímenes de Oxford" | di Guillermo Martínez. E' un giallo che ha per protagonista uno studente argentino di matematica in trasferta a Oxford, che appena arrivato si scontra con una serie di omicidi con indizi a sfondo matematico. L'idea del libro sembra banale, ma in realtà la trama è molto ben costruita e non vedevo l'ora di sapere chi fosse l'assassino. Fa un po' un effetto "Agatha Christie", quindi lo consiglio assolutamente agli amanti del genere. Tra l'altro è scritto in uno spagnolo molto facile.
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