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La libreria internazionale Melting Pot

La libreria internazionale Melting Pot è una libreria indipendente nata dal desiderio di offrire una scelta di libri piacevoli a tutti coloro che hanno voglia di leggere in una lingua straniera. Abbiamo libri in spagnolo, inglese, francese, portoghese, tedesco e russo. I nostri libri sono quasi tutti in edizione tascabile: oltre ad essere più economici dei libri rilegati, sono anche più pratici e comodi per chi vuole poterli leggere in qualsiasi situazione.
Importando direttamente dall’estero, riusciamo a proporre libri che normalmente non si trovano sul mercato italiano, ma che possono interessare ai più svariati tipi di lettori. Nella nostra libreria non si trovano quindi solo classici e bestseller internazionali, ma anche una selezione di saggistica, libri gialli, romanzi storici, narrativa straniera tradotta, manuali per la vita pratica e romanzi d’amore.
Non ci rivolgiamo solo a chi vuole leggere i “grandi” della letteratura universale in lingua originale, ma anche ai lettori, italiani o stranieri, a cui piace un determinato tipo di libri e che, per scelta o necessità, preferiscono leggerli in una lingua diversa dall’italiano.

Il blog di Margherita

Come al solito ho lasciato accumulare molti libri prima di aggiornare questo blog… Per prima cosa parlerò dei libri che ho letto in inglese.

Ho finito da pochissimo "History of a Pleasure Seeker" dello scrittore anglo-sudafricano Richard Mason. Si ambienta ad Amsterdam durante la Belle Epoque ed è la storia di un giovane che tenta la scalata sociale cominciando come precettore del figlio problematico di una ricca famiglia. Il protagonista userà ogni tipo di charme per andare avanti nella sua ricerca. La lettura è stata piacevolissima, l'autore scrive meravigliosamente bene, non risulta mai pesante ma tocca tanti argomenti interessanti e non "leggeri" come i rapporti servo / padrone, la mobilità sociale, l'ereditarietà dei disturbi psicologi. Lo consiglio vivamente.

Un altro bel libro è stato "Tigerlily's Orchids", un noir di Ruth Rendell ambientato al giorno d'oggi nella periferia di Londra. Attraverso tanti personaggi, tutti residenti nello stesso condominio, l'autrice fa un ritratto della società inglese contemporanea. E' un libro che offre tanti spunti di riflessione… io lo consiglio vivamente, però faccio presente che l'abbiamo letto con il gruppo di lettura e a molti non è piaciuto. Diciamo che è da leggere se vi interessa la realtà così com'è, senza abbellimenti e o eroismi.

Poi con il gruppo di lettura abbiamo letto anche "A Noble Killing" di Barbara Nadel, un giallo ambientato a Istanbul. Anche questo era un bel ritratto della Istanbul di oggi con tutte le sue contraddizioni: da una parte la popolazione locale, di tradizione laica, dall'altra gli immigrati dell'Anatolia orientale che portano in città le loro tradizioni, come per esempio il delitto d'onore. A differenza del libro che ho citato prima, questo era ricco di azione, e anche la trama gialla era ottima. Mi è piaciuto tantissimo, è il classico libro giallo che ti fa conoscere come si vive in un luogo diverso.

Presa dall'entusiasmo ho letto anche "Death by Design" un libro precedente della stessa autrice e con lo stesso investigatore, Cetin Ikmen. Questo però era meno bello perché si ambientava a Londra (l'ispettore era in missione speciale), parlava poco della società turca e inoltre era meno investigativo.

Un altro giallo bello ambientato in una terra lontana è "Murder in the Ashram" di Kathleen McCaul. E' l'avventura di una giovane giornalista freelance inglese che indaga, a Nuova Delhi, sulla morte del suo coinquilino. Le indagini la porteranno a investigare nel mondo degli ashram e della spiritualità. Beh, non sarà alta letteratura, comunque a me è piaciuto, era scorrevole e mi ha ben preparata al viaggio in India che ho fatto poco dopo.

E, sempre rimanendo sull'argomento India, ho intrapreso la lettura del celebre romanzo "A Suitable Boy" di Vikram Seth. Si ambienta subito dopo la Partizione (quando l'India e il Pakistan si sono separati) e racconta la storia di quattro famiglie indiane. La trama principale è la storia di una ragazza hindu che si è innamorata di un musulmano, ma le rispettive famiglie si oppongono assolutamente al matrimonio. Poi ci sono tantissime altre trame e sottotrame, che riguardano vari aspetti della società indiana. E' un'opera monumentale - 1500 pagine - e ne ho letto circa metà. Il suo pregio maggiore è che ti catapulta completamente in un'atmosfera e che ti permette di identificarti facilmente nei personaggi. Lo consiglio a tutti quelli che si interessano all'India o che amano l'India. Certo, un'opera di revisione e di editing prima della pubblicazione avrebbe probabilmente giovato al risultato finale. Anche se è molto bello, non sono riuscita a leggere le 1500 pagine tutte di fila (senza interrompermi e passare ad un altro libro, intendo). Ma mi è bastato così, intendo dire che, a differenza della maggior parte dei libri, questo può avere un suo senso compiuto anche se ne leggi la metà o anche un quarto.

E sempre per parlare di libri di autori indiani che non ho terminato, c'è anche "Last Man in Tower" di Aravind Adiga. Aspettavo trepidante l'uscita della novità dell'autore di "The White Tiger", libro che mi aveva davvero fatto appassionare. Last Man in Tower parla di speculazione edilizia a Mumbai, e di come gli abitanti di un condominio di classe media non riescono a resistere all'offerta monetaria di un immobiliarista senza scrupoli che vuole acquistare il loro terreno per costruire delle case di lusso. Solo un condomino, un insegnante in pensione, vedovo, misurato, frugale, incline all'autoabnegazione (mi sto facendo l'idea che questo sia un tipo di eroe indiano) si oppone al progetto dell'immobiliarista. A questo libro secondo me manca la verve, la violenza politica di "The White Tiger". L'autore si è dilungato molto sulle descrizioni, ora, questo andava bene in una raccolta di racconti come "Between the Assassinations", dove c'era meno rischio di calo di attenzione perché esaurita una situazione si passava ad un'altra. Invece in un romanzo è molto più difficile mantenere la tensione del racconto facendo delle descrizioni così minuziose.

Mi è piaciuto molto "The Help" di Kathryn Stockett. Si ambienta nello stato del Mississippi all'inizio degli anni '60 e racconta la vita delle domestiche di colore e delle loro padrone. Ci sono tanti elementi che lo rendono un tipico romanzo di successo: un aspetto di avventura (una signorina bianca cerca di scrivere un libro che raccolga le testimonianze delle domestiche, e ovviamente il tutto deve essere fatto di nascosto da tutta la città), nuovi intrighi che si aprono in ogni capitolo con ogni tanto uno che se ne chiude (per mantenere viva la curiosità), una critica di un'ingiustizia patente. A me di questo libro è piaciuta soprattutto la precisissima e pungente descrizione delle signorine di buona famiglia bianca, cresciute in una mentalità schiavista, e del loro piccolissimo mondo. Quindi consiglio vivamente il libro. L'abbiamo letto con il gruppo di lettura ed è piaciuto praticamente a tutti. Come però qualcuno (Maristella, per chi la conosce) ha fatto notare, molte sono però le mosse dell'autrice per captare la benevolenza del lettore appellandosi ai buoni sentimenti. Io personalmente non me ne sono nemmeno accorta, l'aspetto dei buoni sentimenti non è arrivato a disturbarmi, però questo può essere un segno dell'abilità dell'autrice nell'andare a toccare ogni tipo di lettore con elementi diversi del romanzo. E comunque in generale diffido dei libri che piacciono a tutti, e ad ognuno per ragioni diverse. E' come se l'autore non volesse esprimere un'idea o una serie di idee, ma volesse captare ogni singolo tipo di lettore servendogli ciò che si aspetta. Quindi io mi appassiono con le relazioni servo / padrone e la descrizione delle signorine di buona famiglia, un'altra invece con il senso di sorellanza interrazziale o con il plauso al duro lavoro manuale, un'altra ancora con l'idea che se si persevera si vincerà… insomma non mi sento in grado di dire con certezza che questo sia o non sia il caso di The Help, dico solo che diffido profondamente di questo tipo di libri (così come dei libri di cui si dice "è bello perché ognuno può dare un'interpretazione diversa"… ma allora cosa ci piace, il libro o la nostra personale interpretazione? Non è forse un atto di narcisismo?), e che forse Kathryn Stockett con The Help è riuscita a fregarmi.

Un libro del gruppo di lettura che non mi è piaciuto è stato "Never Let Me Go" di Kazuo Ishiguro. Proprio il classico libro da cui ti aspetti una trama piena di sorprese e in cui invece non succede niente. Come però mi ha fatto notare Tina del gruppo di lettura, è un libro sulle piccole emozioni che ciascuno prova di fronte agli accadimenti della vita. Cioè è un libro che ha un suo senso. Quindi se vi piace il genere, leggetelo.

Non tanto avvincente è stato anche "In a Strange Room" dell'autore sudafricano Damon Galgut. Anche questo del gruppo di lettura. C'è uno che viaggia e non riesce mai a fermarsi… boh non mi ricordo più tanto bene.

Un altro libro del gruppo di lettura di cui non mi ricordo assolutamente niente - anche perché l'ho mollato dopo non molto- è "Not Untrue and Not Unkind" di Ed O'Loughlin. Parla dei reporter di guerra in Africa. Questo non è piaciuto praticamente a nessuno.

Con "Sunset Park" di Paul Auster invece posso dire che credo definitivamente di aver chiuso con Paul Auster. Anche questo cominciava in modo avvincente, per poi sfociare in una noia superficiale e un po' inutile. Almeno secondo me.

Mi è piaciuto tantissimo il saggio "Living Dolls" di Natasha Walters, sui recenti cambiamenti della società inglese in materia di parità dei sessi e immagine della donna. E' impressionante, e fa vedere che molti fenomeni che si attribuiscono all'Italia sono in realtà internazionali.

Ho anche letto da poco "I've got your number" , la novità di Sophie Kinsella. E' vero, l'autrice si ripete un po' tra un romanzo e l'altro. Ma non importa, fa sempre ridere tantissimo!

Passiamo ai libri in spagnolo: mi è piaciuto molto El sari rojo del giornalista spagnolo Javier Moro. Basato sul personaggio di Sonia Gandhi (la nuora italiana di Indira Gandhi), racconta la storia dell'India degli ultimi 40 anni. Passa facilmente dal piano della vita privata dei personaggi a quello delle decisioni politiche. Oltre ad essere avvincente come un romanzo, aiuta un po' a comprendere le sfaccettature e il delicato equilibrio della più grande democrazia del mondo.

Un altro ottimo libro è stato "Historia del triste", romanzo dello storico argentino Horacio Vázquez-Rial. E' la storia di un ragazzino di periferia che diventa sicario di stato nell'Argentina della seconda metà del novecento. L'ho apprezzato molto per il linguaggio, che riflette il pensiero del protagonista, e per come fa vedere a che punto può arrivare la violenza.

Un buon poliziesco è "El alquimista impaciente" dello scrittore spagnolo Lorenzo Silva, di cui avevo già letto altri libri della serie con gli investigatori Bevilacqua e Chamorro della Guardia Civil. La storia era ottima e forniva un bel ritratto della Spagna contemporanea.

Altri gialli che ho letto sono "La muerte viene de lejos" di José María Guelbenzu, "Muertos de papel" di Alicia Giménez-Bartlett e "Muerte entre poetas" di Angela Vallvey.

Il primo si ambienta nella Santander di oggi e l'investigatrice è una donna giudice. Nella trama ricorda un po' alcuni libri di Agatha Christie. Mi è piaciuto molto soprattutto perché è evidente l'autore è uno che sa scrivere molto bene.

Il secondo invece mi è piaciuto molto meno. Si ambienta nel mondo delle riviste scandalistiche, le premesse perché fosse bello c'erano tutte, ma dopo le prime 50 pagine ha subito mostrato la corda. Quando voleva far ridere non mi faceva ridere, i personaggi mi sembravano inconsistenti, la trama gialla era tirata un po' per le lunghe e in generale non sfoggiava un grande linguaggio o una particolare capacità narrativa. L'ho terminato solo per due ragioni: perché ero in vacanza ammalata e con i libri contati, e perché tante persone che conosco amano questa autrice e me la raccomandano sempre caldamente. Complessivamente non era pessimo, ma mi aspettavo un po' di più dato il grande successo dell'autrice.

Il terzo è un giallo ambientato nel mondo letterario, era scritto bene e piacevole da leggere ma non aveva la profondità e la complessità dell'ultimo libro di Angela Vallvey, "El hombre del corazón negro", che mi era piaciuto davvero tanto.

Un altro libro piacevole da leggere ma che forse secondo me non è il migliore dell'autrice è la novità di Lucía Etxebarria, "El contenido del silencio". Ha vari aspetti positivi: esamina il mondo delle sette e descrive le tecniche di pressione psicologica da esse usate. Poi è ambientato alle Canarie e la descrizione dei paesaggi e della società delle isole è davvero riuscita e ben documentata. Ho però la sensazione che questa volta l'autrice abbia voluto conquistare il pubblico più vasto e si sia quindi posta troppe limitazioni: il libro è scritto in modo semplice, ma forse troppo semplice; ha cercato di introdurre elementi di ogni genere di romanzo (giallo, romantico, di formazione); ha censurato il suo linguaggio abituale in maniera esagerata. Temo che questa volta, nel tentativo di conquistare il grande pubblico, l'autrice abbia dato un freno alla sua straordinaria capacità narrativa. "El contenido del silencio" è comunque una lettura piacevole, interessante e mai noiosa, quindi lo consiglio.

Un romanzo storico che consiglio a tutti è "La sangre de los inocentes" di Julia Navarro. Attraverso decine di personaggi in tante epoche storiche e con una trama sempre avvincente, tratta l'argomento del fanatismo religioso. E' il classico libro che, una volta cominciato, devi assolutamente finire. L'autrice ha una grande immaginazione; per sua stessa dichiarazione il suo obiettivo è intrattenere il lettore e devo dire che ci riesce perfettamente. Al tempo stesso stimola l'interesse per gli eventi storici, quindi è una lettura assolutamente consigliabile.

Un altro bel libro che tratta di storia, ma che è parecchio più difficile da leggere e da seguire è il romanzo "Niños Feroces" di Lorenzo Silva -lo stesso del giallo di cui ho parlato sopra. E' la storia di come un ragazzo dei giorni nostri raccoglie informazioni attraverso interviste e incontri con reduci di guerra - della seconda guerra mondiale, ma anche della recente guerra in Iraq - per poter scrivere un romanzo. Ne esce un'ottima riflessione sulle gerarchie, sulle istituzioni e sul coraggio. Come dicevo è un po' ostico da leggere perché sono continue le citazioni di eventi, personaggi, battaglie, armamenti, etc. Probabilmente risulta molto più facile a chi conosce bene la storia del 900.

Poi ho letto un libro non nuovissimo, "La cena secreta" di Javier Sierra. E' un thriller ambientato a Milano nel '400, mentre Leonardo da Vinci dipingeva l'Ultima Cena. Leonardo da Vinci è uno dei personaggi, poi ci sono Ludovico il Moro, Marco d'Oggiono ed altri personaggi realmente esistiti. Molti enigmi in stile codice da Vinci… mi sono divertita a leggerlo, soprattutto perché era ambientato a Milano.

Con il gruppo di lettura abbiamo letto un piacevole libro molto breve, "Las batallas en el desierto" del messicano José Emilio Pacheco. Racconta la vita di un ragazzino di classe media nella Città del Messico degli anni '40. E' un piccolo romanzo molto delicato, che raccomando volentieri.

Poi abbiamo letto "¿Quién mató a Palomino Molero?" di Mario Vargas Llosa. Ovviamente era scritto molto bene, con la scusa di un giallo l'autore fa un bel ritratto di una cittadina peruviana verso la metà del '900. Sono contenta che il premio Nobel abbia restituito il meritato successo a questo scrittore, che molti avevano improvvisamente cominciato a disprezzare dopo il suo cambiamento di posizione politica.

"Citas en Manhattan" di Emma Reverter invece è un libro leggerissimo e molto gradevole, adatto per fare quattro risate oppure per leggere qualcosa di semplice se non si domina bene lo spagnolo. E' la storia di una giornalista spagnola che fa una ricerca sul mondo degli appuntamenti al buio a New York. C'è molto senso dell'umorismo e fortunatamente non ci sono i risvolti romantici e zuccherosi che, per il mio gusto personale, spesso rovinano i romanzi del genere chick-lit.

Come al solito nelle altre lingue ho letto meno… In portoghese ho letto dei romanzi gialli ambientati nel '900. Uno è "Mataram o Sidónio!" di Francisco Moita Flores, in cui l'investigatore è un medico legale (siamo agli albori della medicina forense) che indaga sull'omicidio del presidente della Repubblica nella Lisbona del 1918. E' stata una lettura abbastanza amena e piacevole.

Più bello e appassionante "Foi assim que aconteceu" della scrittrice portoghese Teresa Font. Si ambienta intorno al 2000 ma è un'indagine sulla morte di una ragazza di buona famiglia di Lisbona avvenuta nel 75, alla fine della dittatura di Salazar. Un giallo classico e ben scritto, che raccomando anche a chi studia la lingua portoghese in quanto corto e relativamente facile da leggere.

E in questo momento sto leggendo "Se eu fechar os olhos agora" del brasiliano Edney Silvestre. Si ambienta nell'interno dello stato di São Paulo (o forse di Rio, non è molto chiaro, comunque da quelle parti) nel 1961, in pieno boom economico, prima che arrivasse la dittatura militare. I protagonisti sono due ragazzini di 12 anni che indagano, aiutati da un vecchio di un ospizio, sulla morte di una signora, la moglie del dentista. Oddio, detto così sembra un romanzo per ragazzi in stile "Nancy Drew"… No! Innanzitutto i dialoghi sono il pezzo forte di questo libro. Sono perfetti. Poi c'è tutta la ricreazione di un'epoca. E poi i due ragazzini sono dei personaggi bellissimi e estremamente realistici. Insomma finora è molto appassionante.

In francese ho letto ancora meno, "La porte des enfers" di Laurent Gaudé, un romanzo con elementi fantastici ambientato a Napoli che mi è stato consigliato, e "La trace du serpent", libro ormai fuori catalogo, che è la biografia di Charles Sobhraj, serial killer e truffatore internazionale.

Ah, poi ho letto recentemente parti del libro "Alle Sieben Wellen" di Daniel Glattauer in lingua tedesca. Qui la mia opinione è assolutamente inaffidabile dato che spesso mi perdevo (sono ancora molto indietro con la conoscenza del tedesco). Comunque bene o male riuscivo a seguire… è il secondo volume che racconta una storia d'amore tra una donna sposata e un tizio, la cosa interessante è che tutto si svolge via email e che anche se in questo secondo volume i protagonisti si incontrano fisicamente, il lettore (cioè noi) è a conoscenza di quello che succede solo attraverso le mail che i due si scambiano. L'idea è carina, divertente, poi diventa un po' noioso… anche perché immagino che molto si basi sui giochi di parole e le battute di spirito, apprezzabili solo da chi conosce bene il tedesco (quindi non da me…). Beh, però nel complesso era accessibile, cioè non è uno di quei libri che apri e non si capisce nulla, quindi chi come me è ancora indietro col tedesco lo può prendere in considerazione.

Infine l'unica cosa che ho letto in italiano: il volume "Thailandesi e Thailandia", una guida all'attualità e agli usi e costumi della Thailandia. Lo cito qui perché è stato abbastanza illuminante, e mi ha chiarito in chiave positiva alcuni aspetti della cultura thailandese che inizialmente avevo rigettato. Per esempio il fatto che sorridano in continuazione qualunque cosa tu dica o faccia: io l'ho presa come una mancanza di considerazione nei confronti dell'altro - non me ne frega niente di te, qualunque cosa tu dica o faccia io rimango impassibile e sorrido - invece se si vede dal loro punto di vista può essere una strategia di auto preservazione. E poi tante altre cose, insomma un libretto corto ma davvero interessante.

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